Giornalisti non per Caso

Giornalisti e pirati, filibustieri che non pagano ed idealisti
martedì, 26 maggio 2009

Carrefour ci lascia solo mafia e mandolino... (In Spagna)

Carrefour non ama l'Italia. Non ci lascia nemmeno quella dei luoghi comuni. Avete presente "pizza, mafia e mandolino"?

Ecco, la catena di ipermercati francese ci lascia solo la mafia e il mandolino, almeno nello spot (sciovinista, se no non sarebbe francese) che sta andando in onda in questi giorni in Spagna e che pubblicizza pizze. Surgelate.

Italiani ammassati su uno yacht vicino alla spiaggia delle Baleari, tutti con bandana in testa (ehm...), presentati come marpioni casinisti pronti a provarci con qualunque forma di vita di sesso femminile (e non solo, ma così dice la pubblicità). Però l'attacco è anche più basso: gli italiani, oltre a essere piacioni, non saprebbero assolutamente nulla di gastronomia, tranne forse che per la parola "peperoni". Ecco... È vero quanto a mafia e mandolino ci possiamo anche essere, ma sappiamo anche bene, cari francesi e cari spagnoli, cos'è la buona cucina. E il vostro spot che si chiude con il chiarissimo e comprensibile acronimo A.T.I.V.T.V.I.I.G.C.C.E.R.H.P.N.R.C.S.D.P (traducendo molto liberamente: "L'Associazione turisti italiani verrà a Ibiza e Gandia per conquistare le ragazze con la solita scusa che gli italiani sanno fare la pizza come nessuno ma in realta conoscono solo i peperoni"), non vi rende onore.

Siamo caciari, siamo eccessivi, ma a dispetto di quello che vedete sulla nostra televisione, non siamo ancora tutti tronisti o corteggiatrici senza altre aspirazioni e interessi apparenti. Dimenticatevi del caso Noemi. Quella è la campagna elettorale, mica il paese. Andiamo, altrimenti dovremmo tornare a viva forza sul doppio anello di Sarko... Ps: la pizza è meglio fresca. A prescindere.
postato da: CasoBeffardo alle ore 10:50 | link | commenti | commenti
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venerdì, 08 maggio 2009

L'insano spam di BEIKE che avvelena la mente. Per tacer del corpo

Da circa un anno nel web volteggiano due avvoltoi in più a caccia di denaro. Ma questi non fanno phishing con le banche o gli account di paypal. Si aggirano invece intorno a persone affette da malattie degenerative, o comunque fortemente debilitanti: assetati dei loro soldi, giocano con la loro salute.

Si tratta di Andrea Mazzoleni e Gianni Demarin, rispettivamente vicepresidente e direttore di Beike Europe (www.Beike.ch). È una ditta che organizza viaggi della speranza in Cina per chi soffre - tra le altre patologie - di distrofia muscolare, di tetraparesi, di atarassia, di tetraplagia, e chi più ne ha più ne metta. In Cina, a Shenzen, Beike Cina sottopone i pazienti a iniezioni di cellule staminali da cordone ombelicale, e di altre sostanze. Al prezzo di 6.000 € a iniezione. Almeno, questo è il prezzo che viene dichiarato in Italia.

In sé poco di male, soprattutto se le cure dovessero funzionare davvero. Ma giudicate dopo aver letto quanto segue. Il metodo d'azione privilegiato del gatto e della volpe... Pardon, di Mazzoleni e Demarin, è inserirsi nei forum - spesso sotto nickname - e riempire di spam - e anche di sane, grozze, menzogne e panzane - gli utenti che cercano di affrontare collettivamente malattie e disagi. I due, a vantaggio di una ditta che non fornisce alcun dato scientifico a proposito delle tanto vantate cure proposte, millantano conoscenze di carattere scientifico che non hanno.

Un esempio (di almeno dieci che si potrebbero fare)? A metà 2008 sul forum Idea Multipla (http://tinyurl.com/d3jayh) viene segnalato un comunicato che porta a un video (http://tinyurl.com/dlxazy) di 40' in cui Demarin parla di staminali e nel quale sostiene di essere in possesso di "300 pagine di documentazione che nessuno vuole leggere". Documentazione che, guarda caso, Cinzia Lacalamita, Luca Colantoni ed io (il CasoBeffardo risponde al nome di Maria Strada), come anche medici, ricercatori e non da ultimo Fabio Amanti, padre di un bimbo con la Distrofia Muscolare di Duchenne, abbiamo richiesto ottenendo un nulla di fatto. Motivo? Perché "è redatta in cinese" (rinnovo la richiesta per entrarne in possesso: agli interpreti ci penso io).

Parla di Nature, Demarin, (numero di gennaio 2008, articolo: http://tinyurl.com/cklkmx) come fonte contenente dati e procedure, ma in realtà Beike vi è citata solo come ditta emergente, parzialmente finanziata dal governo, che opera con le staminali. Non si parla delle sue procedure, né si elogia la Beike. Anzi.

Al primo commento critico, ecco che si materializza MisterG. Sostiene di essere stato curato da Beike, la quale "opera in modo preciso e metodico". Non fornisce dati né sulla sua malattia, né sui suoi miglioramenti.

Qualcuno, intanto, ricorda che Demarin (che di nome fa G....ianni) è stato protagonista di una campagna spam. MisterG scatta sulla difensiva: "Sono stato tacciato di [...] essere un procacciatore d'affari retribuito dalla Beike, o addirittura di essere Gianni Demarin stesso, sotto mentite spoglie! Non ci credete? guardate qui: http://tinyurl.com/ckcynr".

Purtroppo per lui MisterG sul forum è personaggio noto: qualcuno gli chiede come mai invece di parlare del suo intervento a Rotterdam - sul quale torneremo dopo per dimostrare come le sue parole siano perlomeno sospette - non ha mai parlato di quello con la Beike. MisterG glissa. Ribadisce di non averne mai parlato pubblicamente ("Quasi un anno fa ero sul piede di partenza e quasi un anno fa è iniziata l'avventura che, per certi versi, ancora continua").

Pur lamentandosi di alcuni metodi poco ortodossi di Beike, afferma deciso: "La Beike è in possesso dei dati dei risultati del trattamento sui pazienti limitatamente all'analisi della loro condizione iniziale (valutata con un approfondita visita da un gruppo di più medici specialisti in varie branche della medicina) e delle condizioni alla loro dimissione al termine del trattamento (4 - 6 settimane più tardi), anche queste accertate con una seconda visita da parte degli stessi specialisti. Il tutto viene documentato su filmato". Ovvero, niente dati scritti. E il manuale di 300 pagine di cui sopra?

MisterG invita gli altri utenti a rivolgersi a Beike per avere contatti con i loro pazienti. A parte la violazione eventuale della privacy nel rilasciare i loro dati, ancora una volta non vengono fornite le cartelle cliniche del prima e del dopo. Ma MisterG cita la mail di un malato Beike "CHE LUI HA RICEVUTO IN COPIA". Non è della Beike ma riceve mail sensibili dalla Beike? Se non è spam perché non è direttamente membro della Beike, siamo comunque davanti ad una violazione della privacy da parte dell’azienda. La mail, naturalmente, non riporta né indirizzi, né dati, né firma. Solo l'opinione di tale Riccardo.

Nel frattempo MisterG provvede a smontare alcune cliniche tedesche che offrono un servizio simile. E torna a parlare della sua esperienza a Rotterdam: con la Advanced Cell Therapeutics, a inizio del 2006.
E a questo punto è dimostrabile che parla a sproposito, sulla base di dati raccolti via web (senza leggere le note in piccolo). Si suppone che, prima di curarsi, un malato si informi sulla ditta che lo avrà in cura. MisterG esalta la "Advanced Cells Therapeutics - americana, non cinese..." per il suo follow-up. Bene: la ACT non è - e non può essere - americana. Lo dice chiaramente sul suo sito: è SUDAFRICANA, non proprio la stessa cosa. E scrive esplicitamente, sempre sul proprio sito, "Cord Blood Stem Cell therapy (CBSCT) is not a US FDA approved procedure". La procedura con staminali da sangue di cordone ombelicale non è approvata dalla FDA americana, ossia dall'ente preposto all’approvazione di medicine e terapie.

Un momento: la Beike, in diversi comunicati, si vantava di avere due eccellenti partner americani:  l'AELCELL di Stanford California - unico centro di ricerca a non avere a) un proprio sito internet, b) riferimenti in rete diversi dai comunicati di Beike, c) un numero di telefono sulle "white pages" di Stanford, CA - e l'Health Science Center a Houston. Che non cita mai Beike tra i suoi partner. Anche questo risulta incompatibile con le verità della Beike. E le due ditte non dovrebbero poter lavorare sulla CBSCT, dato che Obama ha iniziato a liberalizzare lo studio delle staminali solo con lo scorso mese di febbraio.

MisterG è in difficoltà, anche perché un altro utente riporta sul Forum un articolo di una rivista "seria", The Lancet Neurology - Edizione italiana - Vol. 3 n. 1 aprile 2008, che è ipercritico proprio nei confronti di Beike Cina.

Ed ecco che arriva in soccorso tale utente alterinfo: inserisce una raffica di comunicati ufficiali della Beike, ben oltre il limite dello spam. Un utente nuovo, che spamma. E MisterG gli dà manforte. E di nuovo, minacce agli utenti (da parte di alterinfo, che non sopporta il contraddittorio). Con buona pace del rispetto per i malati.

Risultato? Se non sono stati procacciati nuovi clienti a Beike, è stata comunque impedita una discussione costruttiva. Lo stesso scenario si ripete più e più volte su decine di forum. Poliziotto buono, poliziotto cattivo. Spammer buono, spammer aggressivo. La stessa dinamica dei Troll internettiani (quelli che si inseriscono nelle comunità al solo scopo di disturbare, per divertimento: uno dei casi di Facebook? Quello del falso gruppo "Picchiamo i cani"). Il prezzo, però, in questo caso è la salute degli individui, non la provocazione.... Meditare, gente, meditare.

postato da: CasoBeffardo alle ore 10:23 | link | commenti (7) | commenti (7)
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lunedì, 06 aprile 2009

Scale e terremoti: facciamo un po' di chiarezza

Fin dall'infanzia ho avuto una passione per la geologia e la vulcanologia. E per i terremoti e le eruzioni, insomma, tutte quelle belle catastrofi che sviluppano il loro fascino morboso solo fino a che non ti colpiscono. Così verso i sei anni mi hanno regalato un meraviglioso "I vulcani della terra" che spiegava chiaramente anche che cosa sono le famigerate Scala Richter e Scala Mercalli che tornano di moda a ogni cataclisma.

Dato che nel caso del sisma dell'Abruzzo c'è quasi mezzo grado di scala Richter che... balla, è bene fare una precisazione. La scala Richter si basa su un procedimento matematico su base logaritmica. Quel mezzo grado che separa magnitudo 5.8 da 6.3 non è da poco. Mi aiuto con wikipedia per i valori:

un terremoto di magnitudo 4 investe l'epicentro con una potenza di 1000 tonnellate (ovviamente gli effetti variano a seconda del tipo di terreno, della profondità del sisma, della presenza o meno di specchi d'acqua dolce, ecc.). A 4,5 gradi della scala Richter, però, l'effetto non è quello di 1200 tonnellate. è di 5600 tonnellate. A 5 gradi le tonnellate sono già 31600. A 5.5 sono 178000. Mica poche. Il "nostro" sisma sarebbe da 5.8. A 6 gradi le tonnellate diventano 1 milione. A 6,5 sono 5,6 milioni di tonnellate. La differenza è evidente.

Al momento l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia conferma il dato iniziale: "La Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha registrato un terremoto di Magnitudo 5.8 (Magnitudo Richter) (6.2 Mw=magnitudo momento) nella zona dell'Aquilano, il 6 Aprile 2009 alle 3:32 (ora italiana). Le coordinate epicentrali risultano: Lat. 42.33N e Long. 13.33E. La profondità dell'ipocentro è pari a 8.8 km. Il terremoto è caratterizzato da un meccanismo di tipo estensionale, con piani di faglia orientati NW-SE e direzione di estensione NE-SW (anti-appenninica).

La scossa è stata seguita da decine di repliche, la più forte delle quali è avvenuta alle 4:37 italiane con magnitudo pari a 4.6. Tutte queste scosse sono avvenute a profondità crostali (entro i 10-12 km), tipiche dei terremoti dell'Appennino. Questa circostanza determina un forte risentimento dello scuotimento in area epicentrale"
.

http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/data_id/2206496920/event.php

Se dovessero mai esserci correzioni a questo valore, difficilmente supererebbero il decimo di grado. Perché la magnitudo, come riferisce anche lo stesso INGV, la magnitudo usata di routine per stimare la grandezza di un terremoto è la cosiddetta Magnitudo Richter o Magnitudo Locale (Ml), che viene calcolata sull'ampiezza massima della registrazione sismica di un sismografo standard (a corto periodo). Viceversa la Magnitudo Momento (Mw) viene elaborata attraverso un trattamento numerico dell'intero segnale sismico su tutte le frequenze evidenziate dalla registrazione. Per terremoti forti la Mw viene ritenuta una stima più accurata della severità dell'evento.

L'equivoco nasce, quindi, dalla misurazione con la Magnitudo Momento (http://en.wikipedia.org/wiki/Moment_magnitude_scale), che però si basa sullo "spostamento" della crosta terrestre, normalmente rigida, rispetto alla faglia sottostante (momento). E' quindi un valore che risulta di solito più alto - rispetto al corrispettivo valore Richter - in un sisma che è più vicino alla crosta terrestre, e più basso in quelli con epicentro più lontano. Ma se cambia la scala di misura dello stesso evento, non ne cambia il valore.

I danni subiti dall'Abruzzo, a quanto si è visto dalle fotografie o sentito dai racconti, in termini di Scala Mercalli stanno tra l'ottavo e il nono livello:

VIII rovinosa - rovina parziale di alcuni edifici; vittime isolate
IX disastrosa - rovina totale di alcuni edifici; molte vittime umane; crepacci nel suolo
.

Lo stesso sisma (per magnitudo Richter e Magnitudo Momento) in altre parti del mondo avrebbe risultati Mercalli molto diversi probabilmente. Per esempio, in Giappone dove la cultura dell'edilizia antisismica è fortissima, avrebbe potuto posizionarsi tra il sesto e il settimo grado: molto forte - qualche lesione agli edifici e fortissima - caduta di comignoli; lesione agli edifici. In una città molto povera e impreparata si potrebbe rivelare tra il nono e il decimo: disastrosa - rovina totale di alcuni edifici; molte vittime umane; crepacci nel suolo e disastrosissima - crollo di parecchi edifici; numerevoli vittime umane; crepacci evidenti nel terreno. Nel deserto dei Gobi o in Alaska del Nord sarebbe, invece, da rilevarsi come di quinto grado Mercalli: forte - avvertito da molte persone, anche addormentate; caduta di oggetti.

Quello che conta è evitare il giochetto di avvicinare il reale valore Richter (5.8) a una scala più alta per giustificare quanto è successo alle case dell'Aquila e dintorni, per "addomesticare" il valore Richter piegandolo al valore Mercalli.

La verità è che non sono crollate solo case vecchie dei centri storici. Quindi gli edifici nuovi o recenti costruiti in una zona a risaputo rischio sismico sono stati costruiti male. Intenzionalmente o per negligenza? Questo bisogna chiedersi pensando a una Casa dello Studente o ad altri edifici moderni.
postato da: CasoBeffardo alle ore 17:22 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: terremoto
mercoledì, 01 aprile 2009

Caro Emilio Fede

Io sottoscrivo in pieno

Caro Emilio Fede, ti scrivo e, forse, verrò censurata.

Forse, verrò querelata. Pazienza, ne varrà la pena. In fin dei conti, nella vita, c'è sempre un prezzo da pagare e io sono disposta a correre il rischio di farmi tappare la bocca, pur di dirti ciò che penso. Perdonami se non ho esordito con un servile "caro direttore". Non ce la faccio, con tutta la più buona volontà, a portarti rispetto. Per l'ennesima volta, con l'assunzione di "Miss Alitalia" - Daniela Martani - hai ostentato un potere che pensi di avere, ma che in realtà, è solo frutto del tuo quotidiano inginocchiarti al padrone. Sei un servo. Tu si. Io no. Bella la Martani, vero Emilio? Bella, certo.

Anche capace? Dubito. Sai, caro Emilio, c'è gente, anche se potrà sembrarti strano, che non è disposta a vendersi: io sono una di quelle persone. Per questo, dopo centinaia di articoli scritti, di editoriali e di interviste, non sono neppure ancora giornalista pubblicista. C'è gente, caro Emilio, e questo ti sembrerà ancora più strano, che, al contrario di me, ha anche un tesserino... un tesserino sudato, guadagnato, ma che vale tanto quanto un pezzo di carta igienica. Lo vuoi sapere perché? Perché c'è gente come te. Persone che non rispettano la professione, persone incapaci di seguire le regole, persone che pur di stare in vetta scendono a qualsiasi compromesso. Ora, caro Emilio, ti sfido. Ti sfido a mettere alla prova "Miss Alitalia" con uno di noi. Con un precario. Non accetterai. Lo so bene: farlo significherebbe avere un minimo di dignità e tu, la dignità, l'hai persa da troppo tempo per poterla ritrovare.

Cordialmente

Cinzia Lacalamita

postato da: CasoBeffardo alle ore 12:08 | link | commenti | commenti
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lunedì, 23 marzo 2009

Contratto di lavoro giornalistico: vantaggi per il web?

Prendo e rilancio una nota di Senza Bavaglio a proposito del Contratto nazionale di lavoro giornalistico, scaduto nel 2005, il cui rinnovo è ormai in dirittura di arrivo. Il 25 marzo è infatti prevista la firma. Il testo è del gruppo Senza Bavaglio, la grassettatura mia.

Finora a me il contratto in pratica non è mai stato applicato, ma non ritengo questo un buon motivo per accettare certe condizioni... Però ritengo anche che la forzatura del cambio di testata e di piattaforma multimediale per il giornalista assunto aiuti tutte quelle redazioni (mi piacerebbe sapere quali sono per inviare il cv) che, pur vivendo nel mondo del web, applicano il vecchio CNLG... Leggete e giudicate.


In mancanza di notizie ufficiali ci si deve
rivolgere a fonti ufficiose. E' piuttosto grave
che un sindacato dei giornalisti lasci i
giornalisti senza notizie.

Senza Bavaglio quindi ha raccolto qualche voce
per riuscire a capire cosa sta succedendo.
Pubblichiamo poi un documento dell'Aser
(Associazione  Stampa Emilia Romagna).

Chiudere a tutti i costi la trattativa sul
contratto - rinunciando alle
garanzie  normative e salariali - secondo
noi è sciocco oltre che inutile.

Il 25 marzo è convocata a Roma la
commissione Contratto e il 26 il Consiglio
Nazionale.

Ecco in sintesi le voci raccolte.

I freelance vengono abbandonati del tutto. Non compare più neppure la
richiesta che siano pagati al massimo dopo 30 giorni dalla prestazione, cioè
dalla consegna del pezzo, come per altro prevede una legge dello Stato, che
è però completamente disapplicata.

Nella busta paga dei contrattualizzati finirebbero 260 euro lordi in due
anni: una tranche in aprile 2009, l'altra in luglio 2010. Ma questa cifra
riassorbirebbe la vacanza contrattuale. Per cui tolti gli attuali 77 euro di
vacanza, in busta paga restano più o meno 30 euro netti.

Scatti. Se è vero ciò che è trapelato è gravissimo. Solo i primi tre scatti
resterebbero biennali, gli altri ogni tre anni. Restano al 6 per cento, ma
si calcolano sullo stipendio di oggi. Per cui non sono indicizzati. E poi
per un anno c'è moratoria e quindi nessuno scatto per 12 mesi. Quindi
occorre lavorare 6 anni per avere i primi tre scatti e poi 36 anni per avere
gli altri 12, più l'anno di moratoria. In totale fa 47 anni.
Dunque occorre lavorare 47 anni per completare tutti gli scatti (oggi sono
30 anni).

Multimedialità: si passa senza problemi da un settore all'altro
dell'azienda.

Trasferimenti: si viene spostati senza problemi entro i 40 chilometri.

Referendum: ci sarà ma solo in maggio e comunque avrà valore consultivo,
ossia nullo.

A metà dell'ultima Giunta della FNSI </I>(Federazione nazionale stampa italiana, nota del trascrittore)<I> a Roma sono emerse posizione diversissime e giudizi duri. Alcuni dei dirigenti si sono espressi contro
 questa bozza e vorrebbero votare contro. I giudizi su Franco Siddi, segretario della FNSI, si sono sprecati. Alcuni durissimi: "Si è venduto la categoria"</I>.

[...]

Ecco alcuni estratti del resoconto dell'Aser (Associazione Stampa Emilia Romagna), una delle
associazioni con cui Senza Bavaglio non ha certo buoni rapporti:

Sui trasferimenti le parti hanno convenuto di stabilire che entro un raggio
di 40 km dalla sede di lavoro sancita nel contratto di assunzione del
giornalista non c'è trasferimento e quindi l'azienda non deve pagare alcuna
indennità.

LICENZIAMENTO VERTICI. Nel nuovo contratto è stabilita la risoluzione del
rapporto di lavoro da parte dell'azienda nei confronti di direttori,
condirettori e vicedirettori con il pagamento di una indennità che è doppia
rispetto agli attuali parametri.

Nell'ipotesi di nuovo contratto non esiste più il salario di reingresso per
i disoccupati che, una volta assunti anche con contratto a termine, dovranno
essere retribuiti secondo la qualifica almeno di redattore ordinario
.

QUALIFICHE PARALLELE. Vengono introdotti meccanismi per qualifiche parallele
per coloro che non operano al desk e che scrivendo non hanno avuto quasi mai
finora possibilità di avanzamento di carriera. Con il nuovo contratto
verranno introdotte due nuove figure, in parti già esistenti, ma ampiamente
sottoutilizzate: il redattore esperto (che equivale ai livelli retributivi
del vice caposervizio) ed il redattore senior (che equivale ai livelli
retributivi del caposervizio)
. Pur essendoci una certa discrezionalità del
direttore, esistono meccanismi temporali (8 anni per il redattore esperto e
ulteriori 5 anni per il redattore senior) che dovrebbero garantire anche
attraverso l'opera del Cdr un automatismo che va comunque verificato sul
campo.

Dal nuovo contratto scompare l'allegato N che stabiliva regole diverse e di
fatto un contratto depotenziato per i giornalisti chiamati ad operare nei
siti web
.

Il Segretario generale della Fnsi, nell'illustrare l'ipotesi di accordo sul
rinnovo contrattuale che dovrebbe essere siglato la prossima settimana, ha
sottolineato come l'ipotesi contenga elementi di positività specie per i più
giovani e per i precari e garantisca a tutti i giornalisti un vero contratto
di lavoro. "Il rischio di restare senza contratto per tre anni almeno - ha
detto Franco Siddi - era una certezza. Non era possibile rompere il tavolo e
tenerci il vecchio contratto. Quel contratto non c'è più e quella ipotesi
non era percorribile".

postato da: CasoBeffardo alle ore 09:55 | link | commenti | commenti
categorie: giornalismo, giornali, giornalisti, cococo
martedì, 03 marzo 2009

Toh, qualcuno nota le FABBRICHE DI PRECARI

Le scuole di giornalismo sono un ottimo aiuto per ottenere il patentino da professionista: sostituiscono il praticantato e portano all'esame di Stato. E poi? Stando al bando dell'IFG de Martino di Milano, c'è lo sbocco nel mondo del lavoro. Quello per il biennio 2007-2009 recita: L’ Istituto “Carlo De Martino”, gestito dall’Associazione “Walter Tobagi” per la formazione al giornalismo, dal 1977 ha formato 636 giornalisti professionisti, tra questi: 35 direttori, condirettori e direttori editoriali; 7 vice-direttori; 87 capiredattori centrali, capiredattori e vice-capiredattori; 42 inviati e corrispondenti all’estero; 85 capiservizio e vice-capiservizio; 206 redattori ordinari. Totale 462 persone, e silenzio sugli altri 170 e rotti (si prega di notare la perla giornalistica: qual è il plurale di caporedattore? La <Crusca assicura che è caporedattori...)

Sono, magari per demerito, uno dei 170 e rotti. Dal mio esame di Stato sono passati nove anni (8 marzo 2000). In questi nove anni ho lavorato ininterrottamente per sette anni e mezzo come redattore, ma sono stata assunta solo per SEI MESI. Non pagata, ma questo è un discorso ancora a parte. Sono stata precaria - ma "fissa" negli stessi posti - per SETTE ANNI. Disoccupata per sei mesi. Inoccupata e in cerca di lavoro per l'anno e mezzo successivo. E non vengo citata nelle statistiche, come non vengono citati altri precari del mio biennio.

Questa mattina, improvvisamente, qualcosa si è svegliato. Nella newsletter dell'ex presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo, si parla delle FABBRICHE DEI DISOCCUPATI. Cito: "la crisi dei  mass media dal 2003 ad oggi ha mandato in frantumi il "sogno" di tanti giovani diventati professionisti. Gli assunti sono pochissimi, mentre i precari formano un reggimento. Possono le scuole dell'Ordine sfornare solo precari?". Senza contare, naturalmente, i precari pubblicisti e i precari senza alcun patentino.

La nota di Abruzzo prosegue, scendendo nel dettaglio, analizzando le 18 scuole di giornalismo di tutta Italia: "Gli allievi al biennio sono 550 circa sul piano nazionale, mentre ogni anno le redazioni perdono grosso modo 200/250 giornalisti, che vanno in pensione.  Questi numeri fanno capire la gravità delle prospettive. Bisogna considerare anche che gli editori non hanno alcun  obbligo di assumere i praticanti delle 18 scuole. Possono assumere chi vogliono. I giornalisti disoccupati sul piano nazionale sono 2mila circa, di cui 520 in Lombardia" (definizione di disoccupato: chi è stato assunto e non lo è più. Un co.co.co. che smette di essere pagato risulta inoccupato).

Signori, si tratta di matematica semplice, e si tratta di necessità di una riforma. Non solo delle scuole di giornalismo, per carità, ma anche di una professione e di un sistema. Se il giornalismo a livello di contratto nazionale costa troppo per gli editori, non è giusto che un'intera generazione di giornalisti sia costretta a pagarsi di tasca propria i contributi, che sia costretta a versarli a una cassa pensionistica separata e che non goda, di conseguenza, degli aiuti in un momento in cui rimane senza lavoro. Non è giusto che non abbia diritto, in futuro, a una pensione, quando al presente lavora quanto i colleghi assunti, anzi spesso di più per la mancanza di tutele che regna nelle redazioni, per i controlli che non ci sono. E' una preghiera vana ma sentita: questa generazione va aiutata ora, nel periodo di massima crisi, perché rischia concretamente di essere un peso oltre che per se stessa anche per le generazioni future quando avrà l'età per andare in pensione e non avrà diritto a ricevere la pensione stessa. Ammesso che per allora esista ancora l'Inpgi, ma questo è un altro discorso.

postato da: CasoBeffardo alle ore 10:30 | link | commenti | commenti
categorie: giornalismo, giornalisti
sabato, 14 febbraio 2009

Da Pisa e Livorno chiedono: ma l'Ordine dei Giornalisti dov'è?

Ricevo da dei colleghi di Livorno e di Pisa e pubblico:

Giocare un derby senza tifosi è come amare una donna e non potersi fare avanti, non soffrire ne' gioire con lei, guardarla da lontano e lasciarla andar via. Il derby dell'Arena Garibaldi fra Pisa e Livorno, che purtroppo sarà  disputato senza gran parte dei tifosi, avrà questo triste sapore. Eppure i tifosi non fanno male al calcio. Noi tutti ci siamo innamorati delle maglie e delle bandiere, del tifo e degli sfottò che da sempre condiscono il mondo del  pallone e che in genere traggono origine dal sano campanilismo, non certo dal rancore o dalla malafede.
Anche la storia dei giornalisti livornesi aggrediti nelle aree stampa dello stadio di Pisa il 17 febbraio 2002, in occasione dell'ultimo derby giocato a Pisa prima di questo, in fin dei conti, avrebbe avuto tutto un altro significato se ai cronisti prima offesi e aggrediti, poi sottoposti a offese in diretta tivù da alcuni colleghi locali, fosse stato riconosciuto il giusto onore, fosse stata resa la dignità. Invece, nel goffo tentativo di giustificare l'ingiustificabile, prima si è cercato di far passare i malcapitati come coloro che avevano provocato gli incidenti (sic!) e poi si è calato su questa vicenda un velo di inaccettabile silenzio senza dar mai loro la possibilità di difendersi.
Sette anni dopo, ora che le disposizioni del ministro Maroni sono riuscite a mettere d'accordo le due tifoserie, ci pare doveroso ricordare quella brutta pagina in cui le prime a sbagliare furono le istituzioni giornalistiche, Ordine professionale ed Associazione stampa, che non spesero neppure una parola di solidarietà verso chi quel giorno poteva rimetterci la pelle. Ammesso e non concesso che uno di loro, come fu detto, abbia fatto davvero il gesto del medio a un tifoso locale, non sono infatti da ritenersi mai accettabili due o tre aggressioni (in buona parte registrate da immagini televisive), attacchi verbali di colleghi arrazzati e il successivo assordante silenzio. Crediamo che il non raccontare i fatti in modo corretto, l'ergersi a giudici invece di fare i giornalisti, sia un modo di fare cattiva informazione che, pisano o livornese che sia, va stigmatizzato anche in modo retroattivo.
Conforta invece il fatto che in questi giorni in cui le tifoserie amaranto e nerazzurra si sono ritrovate unite in piazza a manifestare, in definitiva, per la sopravvivenza del calcio, diversi amici tifosi del Pisa abbiano con noi condiviso l'idea di questa lettera. E sul campo, vinca il migliore!

postato da: CasoBeffardo alle ore 21:36 | link | commenti | commenti
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sabato, 14 febbraio 2009

3 Euro ad articolo. E ha pure senso chiedere NETTI o LORDI? Tanto non sono NEMMENO garantiti!

Succede che un giorno rispondi a un annuncio per giornalisti... "Cerchiamo redattore per blog dedicato al mondo del giornalismo...". Metti in preventivo che ti pagheranno poco, ma può andare bene. Succede che si riceve un contratto a nome della Nanopublishing Ltd con sede a Londra, nella persona del legale rappresentante "Masssmiliano Squillace", refuso compreso. La paga? 3 euro ad articolo. Forse. Nette o lorde che siano, non sono nemmeno garantite. Leggere per credere!

"Il Blogger si impegna a produrre ed ad inserire sul sito un minimo di 44 (quarantaquattro)
"post" mensili
". Altrimenti detto, un post e mezzo al giorno, sabati e domeniche comprese, su un blog che si chiamerà giornalismoblog.it. Ok, si può fare.

"Il Blogger non potrà ricevere compensi in denaro e/o in natura, da terzi, per la sua attività di
cui al presente accordo
". Ok, si può fare, ARTICOLI IN ESCLUSIVA.

"Il Blogger, limitatamente alle attività di propria competenza, si impegna a curare e coordinare
il blog personalmente, senza demandare a terzi, nemmeno provvisoriamente, l'attività. Eventuali
supporti da parte di terzi dovranno essere congiuntamente concordati e comunque autorizzati per iscritto
". Anche se non esplicito, l'impegno è 7/7 o 365/365.

"Il Blogger è penalmente e civilmente responsabile dei contenuti del blog nei confronti di
terzi, dei post inseriti nel blog e della corrispondenza e-mail (o tramite altre forme di comunicazione, quali ad esempio i commenti)
". Ovvero, che tu conosca o meno le leggi, Nano Publishing LTD se ne lava le mani.

Ora scusate la lunghezza della citazione, ma merita:
"Il Blogger accetta sin da ora di cedere a Nano Publishing i diritti economici di ogni apporto creativo realizzato nel blog, dichiarando di ritenersi soddisfatto economicamente da quanto pattuito nel presente contratto rinunciando ad intraprendere azioni connesse alla suddetta cessione.
Il corrispettivo pattuito nel presente contratto è pertanto
onnicomprensivo anche dell’eventuale
apporto creativo del Blogger alle opere realizzate come sopra, e costituisce dunque integrale corrispettivo per la cessione in via esclusiva, assoluta e definitiva, di tutti i diritti patrimoniali dell’autore
(pubblicazione, riproduzione ed elaborazione
in qualsivoglia forma e modo) inerenti, conseguenti o connessi all’opera specificata (di cui il Blogger garantisce l’originalità anche per eventuali pretese di terzi) e di quelle derivate, tanto nel loro insieme quanto in ciascuna loro parte, nonché per la cessione del diritto di cedere a terzi tali diritti, senza necessità di consenso; il tutto in Italia e all’estero, per tutta la durata della protezione accordata dalla legge vigente e sia per la prima edizione che per le eventuali successive edizioni
". Cioè: gli articoli devono essere originali, ben scritti, interessanti, e creativi, ma tu cedi in TOTO i diritti di quello che hai scritto senza avere nulla a pretendere anche se, magari, Masssmilano o chi per lui ne trarranno un libro...

Il contratto prosegue dicendo che ti viene dato un indirizzo di posta, di cui cedi comunque i contenuti alla Nano Publishing, e che il giornalista/blogger non può tenere attività concorrente: "Nel caso in cui il Blogger disponesse di un proprio blog il cui argomento è in contrasto/concorrenza con quello in oggetto, precedentemente alla stipula del presente accordo, si impegna a chiuderlo entro 24 ore decorrenti dalla sottoscrizione del presente contratto". Nel mio caso, probabilmente, dovrei chiudere anche il mio spazio su Facebook??

"Nel vigore del presente accordo, nessun blog, al di fuori di quello previsto dal presente contratto, potrà essere anche indirettamente tenuto o creato dal Blogger, salvo espresso accordo scritto con Nano Publishing". Ovvero, nemmeno blog personali o su altri argomenti, a meno che non espressamente autorizzati, e ""questi dovranno tassativamente prevedere nella home page un banner Nano Publishing ben visibile, con rimando al link “www.nanopublishing.com “.

Scusate se mi dilungo, ma è arrivato il momento, tassativo, di parlare del prezzo!

numero minimo di post/mese: 44 (quarantaquattro)
numero massimo di post/mese con compenso: 88 (ottantotto)
compenso per singolo post/mese (€): 3 (tre)
compenso obbiettivo mese per 89 post/mese (€): 230 (duecentotrenta)
obbiettivo visitatori unici/mese 50000 ( cinquantamila )


Beh, già è poco, ma non basta:

Se fai solo 5.000 visitatori al mese, non prendi niente. Se fai 12.000 visitatori prendi 22,50 € solo se fai gli 89 post del caso massimo. Pubblico la tabella, che è "da ritenersi meramente esemplificativa, perché strutturata sull’ipotesi del numero di post massimo soggetto a compenso".

Visitatori unici/Percentuale rispetto all'obiettivo/ distanza/SALDO
5000 10% 100% 0€
12000 25% -90% 22,50
22000 50% -70% 67,50
30000 75% -50% 112,50
50000 100% 0 230,00
52000 125% 50% 337,50
66000 150% 100% 450,00
Oltre oltre 150% 562,50
postato da: CasoBeffardo alle ore 00:48 | link | commenti (4) | commenti (4)
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giovedì, 28 agosto 2008

Mediaset Premium: 9 € da pagare (solo per un post))

Dopo aver ricevuto furiose segnalazioni da utenti alienati dal centro assistenza di Mediaset Premium, vinco la mia proverbiale pigrizia e decido di rinnovare il mio abbonamento. Acquisto la scheda principale, due ricariche, e aderisco all'abbonamento da 15 euro al mese. Chiamo il numero verde, 800.303.404 DAL MIO CELLULARE e in 14': a) abilito la scheda, b) effettuo le due ricariche, separate c) attivo l'abbonamento. Da notare che non pagavo io, ma MP, e che ero un cliente completamente nuovo.


Non avendo riscontrato i problemi segnalati dagli utenti, decido di provare a sentire l'199.303.404, numero a pagamento (6 cent. di scatto alla risposta, più 3 cent. al minuto. Contemporaneamente, una collega mi chiede se per caso riesco a effettuarle l'Easy Pay, ovvero il pagamento rateale sulla sua carta di credito. Mi passa i dati. Inizio a chiamare, da numero fisso. Mediamente prendo la linea ogni tre tentativi, e il risponditore automatico mi dirotta sulla scelta numero 3, dove devo inserire il numero di tessera oggetto dell'abbonamento. Nessun problema nel farlo, ma dopo? Il risponditore mi informa che stanno tentando di trasferire la chiamata a un operatore. Di sottofondo c'è The Passenger di Iggy Pop, sempre lo stesso frammento. Alienante. Dopo circa due minuti di chiamata complessiva (in media), la stessa voce mi informa che gli operatori sono tutti occupati e che se gli do l'ok mi richiameranno loro NEI PROSSIMI GIORNI. Ma domani scade l'offerta che permette di risparmiare 70 euro sull'abbonamento...

In totale, dalle 13 di ieri a oggi, sono arrivate al centralino oltre 20 chiamate mie. In media di due minuti ciascuna, ovvero in media ho speso 12 centesimi a chiamata, un totale di 2 euro e 40, e ancora non ho avuto soddisfazione.


Il famoso sito internet? Con Firefox ottengo:

Connessione sicura fallita

easypay.mediasetpremium.it utilizza un certificato di sicurezza non valido.

Il certificato non è affidabile in quanto il certificato dell'autorità emittente è scaduto.

(Codice di errore: sec_error_expired_issuer_certificate)



Con Internet Explorer un non meno inquietante



Si è verificato un problema con il certificato di protezione del sito Web.



 Il certificato di protezione presentato dal sito Web non è stato emesso da un'Autorità di certificazione disponibile nell'elenco locale.

Il certificato di protezione presentato dal sito Web è scaduto o non ancora valido.

l problemi relativi al certificato di protezione possono indicare un tentativo di ingannare l'utente o di intercettare i dati inviati al server. 



Provo anche con Opera e Safari, già che ci sono, senza esito. Scelgo, allora,di ignorare l'allarme. E qui arrivano le vere comiche:












I tuoi dati















La tua richiesta di acquisto non può essere effettuata tramite il sito WEB.



Lascia i tuoi dati per essere ricontattato dal Customer Service.



A pensare male, l'accesso on-line è stato disabilitato a bella posta. E al centralino succhiano soldi. Torno a telefonare.
Da segnalare, inoltre, che il NUMERO VERDE accetta solo pagamenti TOTALI: 140 euro per ricarica prepagata, o 140 euro attraverso la carta di credito. Niente rateizzazione come invece viene pubblicizzato dal sito e, presumibilmente, accettato dal call centre.




postato da: CasoBeffardo alle ore 14:03 | link | commenti (1) | commenti (1)
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domenica, 10 agosto 2008

La Rai 'censura' il calcio a Pechino: e allora?

Dieci agosto 2008. L'italiano calciofilo si siede sul divano per seguire la ben annunciata in palinsesto "Italia-Corea" valida per la seconda giornata dei gironi dei Giochi Olimpici. E, a sopresa, su Raidue, ma anche sul digitale di Raisport più, trova la scherma (match di spada per l'oro del giovane italiano Matteo Tagliariol, poi vincitore), il nuoto (batteria dei 400 sl femminili: una batteria dove, però, l'italianissima Filippi fissa il record olimpico e si mette alla prova per gare ancora più veloci). Canoa, anche. Immagini dell'argento vinto in mattinata dal tiratore con l'arco Pellielo, sempre italiano. Immagini del bronzo italiano che Guderzo ha vinto nel ciclismo femminile. Tre medaglie di oggi, sempre dieci agosto.



Eppure, l'italiano medio protesta. Scrive ai siti online, scrive ai giornali: Dov'è l'Italia?



L'Italia era lì, a Pechino e dintorni, a vincere le medaglie o fissare temponi. Quella del calcio era qualche km più in là a giocarsi le qualificazioni in modo tranquillo contro la Corea. La Rai ha fatto una scelta di una sola rete dedicata alle Olimpiadi e ha annunciato che trasmetterà una differita della partita a partire dalle 17. Si protesta, ma è quanto viene fatto anche con altri sport cosiddetti minori. Dov'è lo scandalo?Matteo[1]





E' nel fatto che, come nelle notti di Sydney 2000, anche otto anni dopo tornano le stesse, sterili polemiche. Ma questa volta la partita era perfettamente accessibile, con un po' di buona volontà, dai siti ufficiali della Rai e dell'Eurovisione: bastava un normale pc. Intanto, all'ora del fischio finale di Italia-Corea, un ragazzo con la faccia da Buffon e 25 anni appena sale sul podio ascoltando l'inno di Mameli. E come se fosse la notte della finale (di calcio) di Berlino, i suoi amici, tifosi e compagni cantano: popopopopoooopo. Senza polemiche. That's the spirit of the Games, folks.
postato da: CasoBeffardo alle ore 15:30 | link | commenti (3) | commenti (3)
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Utente: CasoBeffardo
Giornalista professionista, nel campo da quasi dieci anni, al momento in cerca di un'occupazione seria, prima ancora che stabile. La libertà di espressione per me è il primo valore. Ma ammetto che il poter pagare l'affitto è il secondo...

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