Mentre la petizione provocatoria "Berlusconi vendi il Milan" di cui parlavo venerdì viaggia verso le 10.000 firme raccolte, in casa Milan i dirigenti cominciano a prendere nota del dissenso dei tifosi.
Il già citato direttore della comunicazione Mauro Suma (http://snipurl.com/2uhgi), sempre dalla trasmissione Milanello News, è stato parzialmente conciliante con i firmatari ("Trovo la volontà di sfasciare e di rompere tutto, la violenza insita in certe prese di posizione. Perchè la petizione è in sé un gesto molto civile, trasparente, per carità, ma contiene in sé un germe che è quello dell'azzeramento e francamente non mi sono mai piaciute, non fanno parte dello sport, non fanno parte del calcio"), mentre è tornato ad attaccare pesantemente il mondo di Internet: ("E vedo una voglia di macerie, vedo una voglia di sfascio da parte di molta parte del clima di certa gente che c'è su questo stramaledetto strumento che è internet, su cui nessuno vuole mettere la sordina e che nessuno vuole azzerare, ma... fagocita, contagia e fa circolare cose bruttissime e che mi sorprende molto e mi dispiace molto"). E, ma era in apertura di intervento, "C'è un clima sfascista, cattivo, cieco, furente con cui vi state contagiando nel corso di questa estate e me ne dispiace molto. Non essere d'accordo, sognare, volere un Milan sempre più bello, e considerare indigeste le considerazioni sulla fiscalità, sugli stadi per carità... Non sono d'accordo, ma lo trovo legittimo, trovo che faccia parte del calcio".
Niente nomi, stavolta, perché il "nemico", ammesso che sia tale, sta crescendo e forse inizia a fare paura. Ma sempre quel pizzico di pepe da porre sui forum e sulle comunità virtuali, naturalmente.
Vogliate seguirmi in un breve viaggio nel tempo, indietro di due anni. Nell'estate del 2006, prima che l'Italia si laureasse Campione del Mondo, e soprattutto prima delle sentenze di Calciopoli. Il Milan il 24 giugno aveva già venduto 5.000 delle sue tessere per lo stadio. E ancora non si sapeva in che campionato avrebbe giocato (fonte: Corriere.it, http://snipurl.com/2uhll), e a fine campagna i tesserati furono 37.297.
Lo scorso anno - ma a fine luglio, prima non ho dati disponibili - gli abbonati erano già 38.400 (oltre 43.000 in totale). Sempre Corriere.it qui (http://snipurl.com/2uhne) scrive "Acquisti ancora da definire, ma boom di tessere vendute: 38.400" e, soprattutto, poco dopo, "I tifosi, insomma, mugugnano, ma fanno la fila al botteghino". Per il mercato, poi, arrivaromo Emerson e il baby Pato. E per di più tesserabile solo da gennaio.
Quest'anno, con la prelazione che sta per scadere (10 luglio), "Dichiarazione d'Amore" non sembra avere riscosso grandi successi, complici anche i problemi sorti dall'accorpamento informatico dei sistemi di Banca Intesa e Banca San Paolo (a oggi, in diverse filiali Intesa, rinnovare la tessera è un problema). Di fatto, il sito ufficiale del Milan non riporta alcun dato, per ora, ragione che porta a pensare che gli abbonamenti possano essere meno anche delle 9.545 firme della petizione - cui bisogna sì fare la tara - e forse anche meno delle 5.000 della stagione di Calciopoli. Secondo quanto emerso da Antenna3 domenica sera, sarebbero circa 7.000, o, stando alle parole dello stesso Suma, un 30% in meno rispetto all'anno precedente.
Intanto il vicepresidente del Milan, Adriano Galliani, dalle pagine della Stampa di domenica ha ricordato ai tifosi: "Dovrebbero preoccuparsi che nel Milan “giochi” Berlusconi piuttosto che Adebayor e Ronaldinho". Ed è esattamente quello che i tifosi stanno facendo: se il presidente non può più impegnarsi in prima persona perché i conti Mediaset sono contrari, perché da Premier non può sprecare denaro in un momento di recessione, perché non ne ha più voglia o quant'altro, che lasci il Milan libero di essere il Milan. La provocazione della petizione va tanto in questo senso, quanto in quello opposto: "Oh, Silvio, meno male che ci sei, ma vedi di esserci". Delle due l'una, ma non questo limbo.
Tornando alle parole di Galliani, analizza il comportamtento rossonero in campionato in modo evidentemente diverso da quello dei tifosi ("Il Milan in due anni ha accumulato il divario dall’Inter nel periodo in cui aveva la testa rivolta alla Champions. Dal 13 gennaio in poi il Milan ha fatto 42 punti in 21 partite, più o meno quanto l’Inter"), e forse anche da quello dei numeri. E' vero che il Milan ha raccolto 42 punti dal 13 gennaio alla fine del campionato. Ma le partite rossonere sono state 24, perchè comprensive di tre recuperi (Atalanta-Milan 2-1, Reggina-Milan 0-1 e Milan-Livorno 1-1). Nelle 21 gare regolari, i punti sarebbero stati 38 (http://i30.tinypic.com/2e0s85c.jpg). L'Inter, sulle 21 partite in questione, ha raccolto, invece, 42 punti (http://i31.tinypic.com/rmty12.jpg). Più o meno quanti il Milan?. E poi, il ragionamento di Galliani sui punti raccolti quando la squadra non pensava alla Champions League è in evidente contrasto con il discorso degli Ottavi di finale cui il Milan era qualificato.
In ogni caso, nemmeno nell'intervista alla Stampa troviamo accenni alla campagna abbonamenti. Forse, per una volta, i tifosi hanno visto giusto: niente contestazione, meglio manifestare la propria delusione brillando per assenza.